Ar-Men l’inferno degli inferni

Titolo: Ar-men – l’inferno degli inferni

Autore: Emmanuel Lepage

Collana: Prospero’s Book EXTRA

Editore: Tunué

Data di pubblicazione: 06 giugno 2019

Prezzo: € 27,00

Link acquisto: https://www.tunue.com/prodotto/ar-men/

Trama: Ar-Men è il sinonimo stesso di “faro”, un bastione contro la tempesta, miracolosamente arroccato sulle rocce dell’Île de Sein nel tratto di mare più pericoloso della Bretagna, forse del mondo.

Germain, uno dei guardiani di Ar-Men, solitario e temerario, nell’Inferno degli inferni ha trovato il suo posto fra la furia delle onde e le lunghe guardie notturne; qui può convivere con i suoi fantasmi tra ricordi, storie e leggende. E quando la porta del faro cede durante una tempesta che allaga la torre, sotto l’intonaco scrostato dai muri Germain trova un tesoro, delle scritte lasciate lì da qualcuno: frasi, una storia, la storia di Moïzez, un ragazzo sopravvissuto a un naufragio sull’Île de Sein che prese poi parte ai lavori di costruzione del faro.

Emmanuel Lepage combina finzione e documentario, epico quanto intimo, offrendo una storia intensa, con colori sontuosi e immagini mozzafiato.

L’autore: Emmanuel Lepage nasce a Saint-Brieuc nel 1966. Nel 1986 realizza la sua prima serie, Les Aventures de Kelvinn, per poi continuare con uno dei più grandi successi del fumetto francese, la serie Névé. Nella sua lunga carriera ha pubblicato diversi titoli e vinto innumerevoli premi tra cui il Grand Prix della giuria a Angoulême.

Recentemente ho potuto leggere (grazie a Tunué) il nuovo fumetto “Ar-man”; una graphic novel che racconta la storia di un faro, la storia dei suoi guardiani, la storia dei loro fantasmi.

Lepage, in questo fumetto che sta sul filo fra la storiografia e la leggenda, in cui entrambe si intrecciano, tratteggia con uno stile mozzafiato luoghi e persone, anche se a farla da protagonista e da padrone è indiscutibilmente il mare, che fa il brutto e il cattivo tempo; ed è proprio il mare unito alla tempesta a portare novità, a portare alla luce una storia dal passato che avrà influenza sul presente e sul futuro del protagonista, il guardiano del faro. In effetti, quando si lavora come guardiano del faro, è il mare a comandare le tue giornate: a seconda che sia calmo o agitato, il guardiano del faro svolge i suoi compiti all’interno o all’esterno di essi. Il mare in tempesta è il simbolo del cambiamento in questo lavoro: è la furia delle onde che porta alla luce la storia della costruzione del faro; è durante le tempeste che Germain narra alla bambina (e anche a noi lettori) la leggenda del castello di Ys, è durante la tempesta che Germain farà un passo importante per la sua vita (ma non vi dico di più per non rovinarvi la sorpresa!).

Quello che potremmo definire il secondo protagonista, nonché il narratore dell’intero fumetto, è Germain guardiano del faro Ar-men, detto anche “l’inferno degli inferni”: infatti si tratta del faro più esposto della Bretagna, di difficile approdo (sono stata colpita dalla precisione dell’autore nel rappresentare la barca che per decenni è approdata al faro per premettere il cambio della guardia, la lla Velléda comandata da Henri Le Gall) e costantemente esposto alle intemperie marine. È un faro talmente esposto e di difficile approdo che spesso i guardiani non potevano darsi il cambio e quindi vi restavano anche per mesi, invece che per i giorni ordinari di servizio. Sono rimasta piacevolmente sorpresa dal realismo non solo dei disegni, ma anche nei dettagli reali e realistici presenti nella storia, che è comunque una realtà romanzata.

La chiarezza narrativa e strutturale del fumetto permette al lettore di immedesimarsi nella vita al faro, quasi di sentire e vivere le atmosfere che vi sono disegnate: quasi potevo sentire la potenza e lo scrosciare delle onde durante le tempeste, così come il verso dei gabbiani mentre osservavo disegni magistrali. Inoltre, sono anche riuscita a empatizzare con i diversi personaggi, leggendo le loro storie quasi con il fiato sospeso.

Come dicevo, però, questa non è solo la storia di un guardiano del faro: vi si intrecciano tre storie che vengono unite le une alle altre con indubbia coerenza e scorrevolezza: il lettore non viene confuso perché Lepage è ricorso ad espedienti narrativi (come far trovare la storia della costruzione del faro, oppure il guardiano che racconta la leggenda alla bambina) che permettono di discernere i tre fili narrativi seppur tenendoli fermamente uniti.

Addirittura, mentre leggevo le parti in cui Germain raccontava le due storie, mi sembrava di divenire io stessa la bambina a cui le narrava, le “ascoltavo” come se fossi una bambina che ascolta le storie del nonno o dei genitori prima di andare a dormire, oppure d’inverno dinnanzi a un camino acceso. È stato quasi magico, perché non mi capitava da tanto tempo di provare questo genere di sensazioni.

Una delle altre due storie è quella della costruzione del faro raccontata attraverso la storia di uno dei costruttori che poi divenne il primo guardiano del faro: Moïzez. L’accuratezza dei particolari di questa parte, che probabilmente è quella che presenta un carattere maggiormente documentaristico, non stanca il lettore. Infatti, la storia della costruzione di questo faro viene narrata in un modo che non risulta noioso, anche perché è legata anche alla vita personale dello stesso Moïzez, cosa che a mio avviso varia un po’ la tematica e quindi ravviva l’attenzione del lettore, soprattutto di coloro a cui piace ascoltare storie di persone, vere o verosimili che siano. Inoltre, grazie all’abilità di Lepage e a come vengono raccontate le vicende, è possibile meglio comprendere la mentalità degli abitanti dell’Isola di Sein a inizio Novecento, quando iniziò la costruzione del faro e così meglio comprendere certi dettagli che compaiono in seguito nella storia, aggiungendo dettagli fondamentali che però non sono in eccesso: in effetti questa storia presenta tutti gli elementi necessari a costruirla nella quantità giusta, senza difetto o eccesso: anche questo elemento concorre a farne fa una bella storia e una lettura scorrevole.

L’ultimo filo che Lepage usa per intrecciare questa storia è la leggenda della costruzione della città di Ys, che personalmente ho letto con piacere e incanto. All’inizio ero perplessa riguardo l’importanza e l’utilità della leggenda ai fini della storia, mi son chiesta perché Germain (e l’autore per sua voce) la raccontasse; in realtà alla fine mi sono dovuta ricredere perché la trovo una deliziosa metafora di quello che può accadere al cuore di un essere umano quando prova dolori indescrivibili: si cerca di lottare, ma fino a che l’onda del dolore non lo travolge non potrà ricominciare. Fino a che non avrà accettato il dolore e lasciato andare i propri fantasmi non potrà vivere veramente libero e appieno.

Trovo però che la citta di Ys veicoli pure un messaggio potente e importante di uguaglianza e accettazione del prossimo e delle diversità altrui; tanto che mostra cosa succede quando questa viene repressa e contrastata con la violenza senza motivo. Trovo che sia un importante messaggio anche rivolto alla società di oggi, e forse ne è una sottile critica (probabilmente a tutte le società di tutti i periodi storici in cui la violenza era ed è usata per reprimere e fare del male a chi è diverso e inerme).

Per quanto riguarda la regia, è ben curata: ogni passaggio da un’azione o situazione all’altra è comprensibile, non lascia interdetto il lettore né si deve tornare indietro a sfogliare per capire che succede. Questo genere di regia permette anche di leggere serenamente e senza interruzioni, così che si rimanga sorpresi dei colpi di scena e si possa empatizzare con le situazioni, vivendo angosce e sofferenze, gioie e dolori con intensità.

Penso che nel suo insieme questo non è un semplice graphic novel né solo una storia bella da leggere: per via dell’accuratezza dei disegni, tali che il mare sembra prendere vita propria sulla carta, sia anche esso stesso un oggetto d’arte veramente bello, da sfogliare anche solo per ammirare il bellissimo lavoro artistico. Infatti, dal punto di vista dei disegni, trovo che l’autore si sia superato in accuratezza e bellezza.

In conclusione, se vi piace questo genere di storie, che parlano di persone e città, questo è assolutamente il volume che fa per voi!

Si ringrazia Tunué nella persona di Silvia Bellucci per la copia stampa del fumetto e la concessione delle immagini.

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