Intervista a Sara Fabrizi

Biografia

Sara Fabrizi è una fumettista e illustratrice, con la passione per il disegno e il fumetto fin da quando era piccola.

Ha frequentato il liceo artistico e successivamente la Scuola di Comics di Firenze. Dopo gli studi ha partecipato al Lucca Project Contest 2011 vincendo una menzione speciale.

Ha iniziato a lavorare come freelancer e per alcune case editrici ed aziende, come KappaLab, Edizioni BD e Giochi Preziosi.

Nel 2013 è entrata nel mondo dell'autoproduzione con Ferea, una fanzine realizzata in collaborazione con Elisa Pinci, che contiene varie light novel e il suo primo fumetto a capitoli: Racers.

Nel 2017 inizia un nuovo progetto, Lylun Eye, che esordisce come webcomic su piattaforme come Tapas e Webtoon, dove riscuote un notevole successo.

Nel 2019 pubblica il primo volume cartaceo autoprodotto.

Intervista

D: Ciao Sara! Piacere di conoscerti. Per rompere il ghiaccio ti faccio una domanda tipica: come ti sei avvicinata al disegno? Quando hai iniziato a disegnare?

R: Ciao, piacere mio! Grazie tante per avermi chiesto questa intervista.

Ho iniziato a disegnare da piccolissima, ricordo che copiavo qualsiasi cosa che mi piacesse, dai personaggi dei film Disney a quelli degli anime, ai fumetti che trovavo in edicola. Credo che a tutti i bambini piaccia disegnare, ma io lo facevo per gran parte della giornata!

D: Come hai conosciuto il mondo del fumetto indipendente?

R: Grazie a Lucca Comics & Games. Da ragazzina ci andavo ogni anno e una volta visitando i vari padiglioni ho scoperto per caso la Self Area. Sono rimasta affascinata dal mondo dell'autoproduzione e mi sono ripromessa che appena ne avrei avuto la possibilità lo avrei fatto anche io.

D: Quanto tempo impieghi per disegnare una tavola di fumetto da zero, che poi pubblichi su Webtoons e Tapas?

R: Per realizzare una tavola, in media, ci metto circa 2-3 giorni: dipende dalla sua complessità. Per alcune tavole complicate ho impiegato anche di più. Non sono una disegnatrice particolarmente veloce, lo ammetto, in più tengo molto alla cura dei dettagli, quindi i tempi si dilatano...

D: Che tipo di impegno richiede pubblicare una pagina a settimana? Quanto ti costa a livello di lavoro, tempo ed energie avere un ritmo simile?

R: Ovviamente non disegno solo Lylun Eye, durante la settimana lavoro anche ad altre cose, quindi stare dietro a tutto richiede molto impegno e organizzazione soprattutto a livello mentale! Programmare il lavoro di ogni giorno e darsi delle scadenze diventa fondamentale per mantenere il giusto ritmo.

D: Cosa significa, per te, produrre un fumetto indipendente? Quanto lavoro c’è dietro?

Non parlo solo dal punto di vista del disegno, ma anche di tutto il resto: preparare e far stampare le copie fisiche; creare i disegni per i gadgets e farli fare; farsi pubblicità; tenere vive le pagine social; andare alle fiere… Come riesci a fare tutto questo?

R: Direi che è un lavoro a tempo pieno! Non si tratta “solo” di dover disegnare e stampare il fumetto, ci sono tanti altri aspetti fondamentali da gestire e ognuno di essi richiede tempo e lavoro. Per vendere il tuo prodotto come prima cosa devi arrivare al pubblico, e in questo campo i social giocano un ruolo importantissimo! Bisogna essere sempre attivi e tenere aggiornati i propri profili, interagire con i follower e postare contenuti interessanti. Anche partecipare alle Fiere del Fumetto è fondamentale per farsi conoscere dal pubblico. In questo caso si tratta anche di una considerevole spesa economica, ma si sa, chi non risica non rosica... Insomma, ci vuole tanta costanza e impegno.

D: Quali caratteristiche deve avere un lavoro (artistico) per essere di qualità, secondo te?

R: Deve essere un lavoro ben curato. Indipendentemente dallo stile artistico e dal genere, penso che un lavoro di qualità si distingua soprattutto dalla cura con cui è stato realizzato.

 

Intervista a Sara Fabrizi

 

D: So che hai lavorato ad alcuni progetti indie, due dei quali sono Racers e Lylun Eye. Hai lavorato anche ad altri progetti indie, con editori o con collettivi?

R: Sì, in passato ho lavorato con qualche editore, uno di questi è KappaLab, per il quale ho realizzato le copertine di “Kiki consegne a Domicilio” e “Si Alza il Vento”. Ho partecipato anche a qualche Artbook collettivo ed è stato divertente, ma per questioni di tempo ho dovuto smettere.

D: Parliamo un poco di “Racers”, che si trova sulla fanzine autoprodotta “Ferea”, scritto da Elisa L. Cross (Elisa Pinci) e disegnato da te. Di cosa parla?

R: La storia ha un'ambientazione fantasy/vittoriana e vede come personaggi principali il Sign. J, un famoso detective al servizio della Regina d’Inghilterra e X, uno spietato e misterioso criminale. Entrambi sono costretti a viaggiare nel tempo e nello spazio con il solo scopo di inseguire il proprio rivale e ucciderlo. Sono i protagonisti di una fuga senza tempo, di un’eterna corsa in cui non esiste il presente, ma solo l’eterno convivere di passato e futuro.

In tutto questo c'è anche il piccolo Nicholas, che viene preso in affidamento dal Signor J dopo l'assassinio dei genitori e che fa del suo meglio per rendersi utile come assistente del detective. Un soffio di magia muove i fili che collegano il destino di questi personaggi, ma pare che J e X non siano i soli a viaggiare nel tempo e nello spazio...

D: Come è nata la collaborazione con Elisa?

R: Io ed Elisa ci siamo conosciute in rete molti anni fa. Avevamo tante passioni in comune, frequentavamo gli stessi forum e blog, quindi è stato facile fare amicizia! Avevamo gusti molti simili sui fumetti e dopo qualche tempo abbiamo deciso di provare a creare qualcosa insieme. Elisa ha scritto una bozza di Racers che mi ha entusiasmata subito! Mi sono messa a disegnare il primo capitolo, e soddisfatte del risultato siamo andate avanti così fino ad oggi!

D: So che la storia che stai realizzando ora, tuo fiore all’occhiello per così dire, è Lylun Eye. Come ti è venuta l’idea per questa storia così particolare?

R: Lylun Eye è nato dall'insieme di tante cose: è un mix di tutto ciò che mi piace, di speranze, di esperienze personali, di sogni, di riflessioni su alcuni aspetti della vita e di un pizzico di magia.

D: Il fatto che gli oggetti abbiano uno spirito e Dahlia possa vederli, prende origine da qualche leggenda o credenza popolare di certi Paesi?

R: Sì, mi sono ispirata ad una leggenda Giapponese, secondo cui gli oggetti, dopo 100 anni dalla loro creazione, acquisiscono un'anima. Vengono chiamati Tsukumogami. Mi piaceva molto l'idea e ho deciso di rielaborarla ed utilizzarla per la mia storia.

D: Ho visto che Dahlia fa capolino anche in uno dei tuoi artbook: quando hai iniziato a creare questo personaggio?

R: Ho iniziato questo progetto e a fare i primi sketch nel 2016. Dahlia è il primo personaggio che ho disegnato, e devo dire che è rimasta molto simile all'idea primordiale! Invece ci sono personaggi come Jean e Desy che ho ridisegnato più e più volte, fino ad arrivare all'aspetto che hanno ora.

 

Intervista a Sara Fabrizi

 

D: Spero non sia una domanda troppo spoiler: fin dalle prime pagine si vede che i genitori di Dahlia sono assenteisti. Letteralmente. L’hai inserito come elemento narrativo ai fini della storia, oppure il tuo intento era di affrontare anche la tematica dei genitori assenti?

R: Ho voluto sottolineare questo elemento perché gioca un ruolo importante sul carattere di Dahlia. La totale assenza dei genitori provoca in lei una profonda solitudine, che inevitabilmente si trascina dietro fino all'adolescenza. Tutto ciò incide molto sul suo atteggiamento e il suo modo di relazionarsi agli altri.

D: Ho notato che ogni personaggio ha una palette che lo caratterizza: come mai questa scelta? E con che criterio le hai scelte e abbinate?

R: Mi fa piacere che tu l'abbia notato perché è una cosa a cui tengo moltissimo! Il fatto che ogni personaggio abbia una propria palette sottolinea ancora di più la sua personalità, e lo rende subito identificabile. La caratterizzazione dei personaggi è un aspetto su cui ho lavorato moltissimo.

D: E come mai hai scelto di usare colori dai toni pastello per colorare questo fumetto?

R: Sembrerà banale ma ho fatto questa scelta perché... adoro i colori pastello! Per Lylun Eye volevo qualcosa di fresco, pop e che mi divertisse. Di conseguenza è venuta fuori questa palette super pastellosa!

D: Sai già da quanti capitoli e volumi sarà composto Lylun Eye?

R: Saranno 3 volumi, da 3 capitoli ciascuno!

D: So che questo tuo lavoro in corso ha vinto il primo premio agli Yaruki 2019 di Animeclick come miglior fumetto “italian manga” per la categoria indie. Cosa ha significato per te questo premio? Te lo aspettavi?

R: C'erano molti fumetti tosti in gara e onestamente non pensavo di vincere... Sono rimasta di stucco quando mi hanno chiamata sul palco, non ci potevo credere! Ho fatto pure un piantino, nonostante abbia provato a trattenerlo con tutte le forze. Sto lavorando con tanto impegno a Lylun Eye, quindi questo premio è una grandissima soddisfazione e un incoraggiamento ad andare avanti!

D: Quali sono i tuoi progetti futuri?

R: Continuare imperterrita su questa strada! Il mio sogno è sempre stato quello di riuscire a trasformare la mia passione nel lavoro della mia vita, e lo sto realizzando. Quindi mi impegnerò al massimo sui progetti in cantiere e sicuramente ne sfornerò di nuovi...!

Contatti

Se ciò che avete letto vi ha incuriosito, potete trovare Sara ai seguenti link!

(Basta cliccare sul testo e si aprirà il link) Divertitevi a scoprire i sui fumetti, i suoi disegni e i suoi social dove posta cose interessanti.

 

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