Nellie Bly

Titolo: Nellie Bly

Autori: Luciana Cimino, Sergio Algozzino

Collana: Ariel

Editore: Tunué

Data di pubblicazione: 19 settembre 2019

Prezzo: € 17,00

Link acquisto: https://www.tunue.com/prodotto/nellie-bly/

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Trama: Un graphic novel che racconta la vera storia di Nellie Bly, una donna diventata icona, letta tramite il confronto con una giovane che vuole intraprendere la stessa carriera.

Qui Nellie Bly, tramite i ricordi, rievoca le sue avventure professionali: da quando si finse pazza e si fece internare per portare avanti un’inchiesta su un manicomio, al giro del mondo in 72 giorni fatto in solitaria, cosa impensabile per una donna di quell’epoca. La Bly fu una delle poche giornaliste che intervistarono Belva Ann Lockwood, prima donna candidata alle elezioni presidenziali nel 1884. Proprio in quegli anni nascevano le prime campagne pubblicitarie e molte di queste riportavano il volto di Nellie.

 

Gli autori:

Sergio Algozzino ha lavorato con diverse tra le più importanti case editrici (Disney, Sergio Bonelli Editore, Becco Giallo), per approdare in pianta stabile alla Tunué con cui ha pubblicato diversi titoli: Myrna e il tocco della morte, Il piccolo Caronte, Storie di un’attesa, Memorie a 8bit, Dieci giorni da Beatle, Hellza rockin‘ e il saggio Tutt’a un tratto. Nel 2013 vince il Premio Francisco Solano Lòpez come “Miglior disegnatore“. All’attività di disegnatore e colorista affianca quella di insegnante presso varie scuole di fumetto.

 

Luciana Cimino, giornalista, vive a Roma. Ha lavorato per lunghi anni all’Unità e scritto per diversi giornali. Oggi si occupa di comunicazione e di qualità dell’informazione nella più importante agenzia italiana: HDRÀ.

 

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Grazie alla gentilezza di Tunué ho potuto leggere e recensire in anteprima il primo volume della nuova collana “Ariel”, dedicata alle biografie di donne che hanno fatto la Storia. E la prima donna di cui hanno scelto di raccontare la vita è “Nellie Bly”, nome che corrisponde anche al titolo del volume sceneggiato da Luciana Cimino e Sergio Algozzino.

 

Il volume si apre con una Prefazione di David Randall, nella quale il giornalista britannico traccia un ritratto della Bly in maniera impeccabile: la biografia della giornalista è tracciata in maniera accattivante e la condizione delle donne è storicamente aderente e corretta (sia nella prefazione in questione che nell’intero fumetto). È un piacere leggere questa prefazione, anche per la scorrevolezza dello stile di Randall, elemento mantenuto nella traduzione di Bruna Tortorella.

Consiglio vivamente di leggerla prima di proseguire e affrontare il fumetto per meglio apprezzare quanto segue.

 

Ma cosa segue?  

La vita di Elizabeth Jane Cochran (il nome anagrafico di Nellie Bly) viene narrata attraverso la sua stessa voce, attraverso il confronto con una giovane studentessa di giornalismo presso la Columbia University negli anni ’20 del Novecento: questo espediente narrativo permette di mantenere viva l’attenzione del lettore, rende più piacevole la lettura, ma non solo: permette anche il confronto fra due differenti generazioni a circa 60 anni di distanza una dall’altra. In questa maniera è possibile anche notare le differenze nella condizione femminile fra la seconda metà dell’Ottocento e il secondo decennio del Novecento: cosa è cambiato… e cosa no.

La trama segue fedelmente la vita di Nellie Bly, racconta le sue maggiori imprese e la dipinge come una donna forte, decisa, che non ha paura di far sentire la propria voce e lottare per ottenere ciò che vuole e per ritagliarsi il proprio posto nel mondo. La cosa che mi è dispiaciuta è che non ci si soffermi sulla parte finale della vita di Nellie, probabilmente anche per mancanza di documentazione vera e propria. Pare che nemmeno la Nellie del fumetto gradisca parlare dei suoi ultimi anni, né del suo matrimonio. Però, vista la curiosità che mi ha suscitato, mi sarebbe piaciuto leggere qualche approfondimento in più (nota: quest’ultima affermazione è da considerarsi a livello strettamente personale).

 

Lo stile di disegno non è dei miei preferiti perché particolarmente spigoloso, eppure è piacevole da guardare e non stanca eccessivamente. Il tratto è pulito e di conseguenza le vignette sono ben comprensibili; la regia è chiara e rende la storia fluida e molto piacevole da seguire, coadiuvata da testi anch’essi scorrevoli e molto gradevoli da leggere.

I luoghi e gli abiti che sono illustrati sono realistici rispetto al periodo che rappresentano, come foggia e colori. Si vede che dietro c’è una ricerca a riguardo.

I colori seguono palette che mi ricordano le immagini anni ’20, soprattutto quelli delle pubblicità, e creano benissimo le atmosfere sia degli anni ’20 del novecento (che rappresenta il presente del fumetto) che le atmosfere del passato, della seconda metà dell’Ottocento. Inizialmente ero un po’ scettica sullo stile di disegno, ma devo ammettere che Sergio Algozzino è riuscito a trovare il giusto stile per raccontare questa storia, una vita vera, senza appesantirla, anzi rendendola piacevole mettendo il giusto accento sugli eventi più importanti, anche su quelli che potrebbero risultare i più tragici (come ad esempio l’esperienza sotto copertura in manicomio, che presenta passaggi drammatici) disegnati in maniera tale da illustrare le giuste emozioni senza eccessiva angoscia, in modo anche da non colpire negativamente persone sensibili a certi temi.

 

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Penso che questa figura storica sia ascrivibile fra le donne che hanno portato avanti le idee femministe, anche se non era dichiaratamente femminista. Le idee a cui aderiva, la determinazione con cui le portava avanti, il voler mostrare la condizione delle minoranze e il comprendere la mentalità e il punto di vista delle donne operaie o comunque che non vivevano nella ricchezza sono tutti tratti distintivi delle femministe di quel periodo, ma anche delle persone che hanno empatia per il prossimo.

Concordo che Nellie Bly sia di immensa ispirazione per tutte le persone anche al giorno d’oggi, anche se trovo che si debba fare uno sforzo di attualizzazione dei concetti fondamentali, ma non è un grande sforzo perché la narrazione permette di raggiungere facilmente l’attualizzazione di tali concetti fondamentali che perdurano ancora oggi.

Leggendo sembra di sentire Nellie stessa che incoraggia a inseguire i propri sogni, a lottare per ottenere il proprio posto nel mondo e anche contro le discriminazioni di ogni genere. Trovo che sia un inno a trovare degli ideali positivi per sé stessi e per la collettività, una storia che vuole dire: “ragazze, donne, avete la stoffa per arrivare dove volete e per cambiare il mondo”.

Ammetto che all’inizio ero cauta riguardo questo graphic novel biografico, ora posso tranquillamente affermare che lo rileggerei altre cinque volte senza problemi né annoiarmi mai.

Si ringrazia Tunué nella persona di Francesca per la copia stampa del fumetto e la concessione delle immagini.

A presto con una nuova, frizzante intervista!

 

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