Recensione a Maximilien Blanc di Gemma Cortopassi (Gonzo Editore)

Informazioni sull’opera

Trama

Parigi 1925, Audrey e Gilbert sono due giovani estremamente diversi tra loro, ma legati da un profondo affetto. Si ritroveranno a dover fare i conti con le proprie azioni e con Maximilien Blanc, pseudonimo di uno spietato critico letterario che demolisce sistematicamente le opere di Gilbert. Chi si cela dietro la penna di Maximilien Blanc?

Introduzione di Francesca Carità

L’autore

Classe 1995, laureato in “Storia e Tutela dei Beni Archivistici e Librari”, attualmente frequenta la “TheSign Academy” a Firenze. Abbinando la passione per il fumetto ad un gusto eclettico e personale muove i primi passi nell’editoria con questa sua opera prima.

Maximilien Blanc di Gemma Cortopassi

Recensione

Grazie alla gentilezza di Gonzo Editore, oggi posso recensire l’interessantissimo Maximilien Blanc di Gemma Cortopassi, il primo fumetto di questo giovane artista.

Questo fumetto racconta una storia interessante: un poeta per diletto, Gilbert, si trova vittima di un feroce critico letterario, Maximilien Blanc, nel momento in cui “misteriosamente” le sue poesie vengono rese pubbliche. Ciò logorerà anche il rapporto con la sua coinquilina… riusciranno a riconciliarsi? E chi si nasconde dietro il pen name di questo misterioso critico?

Devo ammettere che all’inizio ero un poco cauta sulla trama di questo volume: il modo in cui vengono pubblicate le poesie, il critico spietato… lo avevo già visto. Oppure no? Leggendo ho dovuto ricredermi: la storia è assolutamente fruibile e soprattutto ha caratteristiche che la rendono davvero profonda se letti a un livello più intimistico e… profondo (perdonate la ripetizione). Infatti, quanto accade nasconde i malesseri dell’animo dell’artista, le insicurezze, le paure, il non sentirsi mai abbastanza. E stando vicina a molti artisti, posso confermare che è così: spesso chi crea non riesce a vedere appieno la bellezza di ciò che ha fatto. Eppure vedo cose davvero magiche e splendide, create da persone che non ne sono pienamente coscienti. Per questo quando sento di fare loro un complimento lo faccio davvero, col cuore e sincerità. E trovo che questa storia esprima perfettamente, e in modo delicato e immediato l’ipercritica dell’artista, la paura di esporsi, quella roba nera e appiccicosa che sembra soffocarti quando mostri te stess* attraverso la tua arte (di qualsiasi tipo essa sia).

Non solo la trama è interessante, ma trovo che, sia essa che le ambientazioni e le situazioni (il modo di agire, di parlare, le abitudini dei protagonisti e dei loro amici, etc.), siano storicamente accurate; così come i personaggi storici realmente esistiti che vi compaiono, insieme a personaggi puramente di fantasia (i protagonisti della storia), siano davvero come le fotografie dell’epoca li presentano.

A proposito dei personaggi, nelle pagine iniziali del volume, subito dopo l’introduzione, troverete le biografie brevi di sei personaggi, tre che ha creato l’autore per questa storia e tre realmente esistiti agli inizi del secolo scorso: vi consiglio di leggerle per tenere al meglio il filo mentre leggerete e per conoscere meglio questi personaggi.

 

Dal punto di vista artistico e fumettistico più stretti, ho trovato la regia ben fatta: i passaggi da un’azione all’altra sono chiari e non si fa confusione, lo stesso vale per i cambi di scenario e di situazione.

Si tratta anche di un’opera disegnata interamente in tradizionale, a carboncino (tranne forse alcune tavole) il che è assolutamente notevole vista la lunghezza. Inoltre, trovo che Gemma “Neri” Cortopassi abbia uno stile veramente unico, peculiare e speciale, che seguendo i miei gusti personali apprezzo particolarmente. Ho anche visto come disegna oggi rispetto a quando ha disegnato questo fumetto – fra febbraio e giugno 2019, - e devo dire che è migliorato parecchio: di certo è un artista ricca di talento che vale la pena tenere d’occhio.

Sempre per quanto riguarda le vignette e le tavole, l’unico neo che trovo a questo fumetto sono gli sfondi. Mi spiego meglio: le vignette non hanno riquadro di alcun genere, quindi la vignetta viene delimitata dalla singola situazione e dagli accadimenti in successione. Spesso però lo sfondo non c’è nelle vignette, è lasciato bianco e questo, se da un lato enfatizza l’espressione del personaggio o il dettaglio; dall’altra, nel complesso della pagina, la mancanza di sfondi nella maggior parte delle vignette, unitamente alla mancanza della griglia, dà un effetto un po’ dispersivo.

 

Nel complesso, si nota che è un’opera ancora immatura e l’artista ha grandi possibilità di miglioramento, ma d’altro canto per essere il primo fumetto di questo artista è davvero fatto bene e mostra che ha gran stoffa, oltre a un bellissimo stile unico.

Leggetelo, non ve ne pentirete.

 

Ringraziamenti

Si ringrazia Gonzo Editore nella persona di Marco R. Michail per la cartella stampa e la copia stampa.

Maximilien Blanc di Gemma Cortopassi

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