Recensione Miranda: Principe azzurro? No, grazie! di Marianovella Sinicropi & Manuel Giuffrè

Informazioni sull’opera

Trama

E chi lo ha detto che tutte le principesse sognino un principe Azzurro? Sicuramente non è il caso di Miranda: principessa irriverente e dissacratrice, rifiuta gli stereotipi del mondo delle fiabe e non senza risvolti comici.

Nel coloratissimo regno di Marmellandia, la principessa Miranda, famosa per il suo proverbiale caratteraccio, ignora sistematicamente tutte le regole che la sua energica balia cerca di inculcarle con ogni mezzo per farla diventare una vera lady. In giro per questo regno fiabesco in groppa al suo dolce animaletto da compagnia, ovvero la famelica hydra Genevieve,

Miranda non mancherà di dar sfoggio alla sua verve indomita, nettamente più orientata alla conquista del mondo che a gioielli, abiti lussuosi e vita di corte.

Nel primo episodio, oltre alla genesi della pestifera principessa, apprezzeremo le gesta del principe Urtenzio (che poi così valoroso non è) e del suo fidato scudiero Mostacciolo, a cui tocca il lavoro sporco che il rampollo reale disdegna. Riuscirà il paffuto eroe a conquistare il cuore di Miranda? Un momento... ma siamo poi sicuri che Miranda ce l'abbia davvero, un cuore?

Gli autori

Marianovella Sinicropi: nata a Reggio Calabria, da sempre disegna circondata da libri e fumetti di ogni genere. Finiti gli studi classici decide di approfondire il suo percorso artistico studiando all’Accademia di Belle Arti della sua città prima e in quella di Bologna poi, dove si specializza in Linguaggi del Fumetto.

Dal 2015 lavora a vari progetti come colorista e come flattista.

Nel 2016 collabora con il Collettivo Nuname come disegnatrice umoristica. Tra le pagine di questa autoproduzione nasce Miranda, un personaggio così particolare da meritarsi uno spazio tutto per sé come webcomic, pubblicato su Miranda - Bluemind, la pagina Facebook dell’artista.

Manuel Giuffrè: classe 1988, inizia gli studi artistici sin dalle scuole medie, si diploma nel 2012 in Grafica presso l’Accademia di Belle Arti di Reggio Calabbria e nel 2016 presso l’Accademia di Belle Arti di Bologna in Linguaggi del Fumetto.

Ha collaborato come curatore grafico presso la Diego Comic Publishing LTD.

Ha collaborato alla fanzine “Il grande buio” realizzata per l’associazione culturale La Squadra dei Falchi.

Realizza fumetti brevi e illustrazioni che pubblica sulla sua pagina Facebook Manuel Art.

Potete vedere altri suoi lavori sul suo profilo Instagram.

Breve intervista

Grazie alla disponibilità dei gentilissimi Marianovella e Manuel, oggi oltre alla recensione al volume posso presentarvi una breve intervista agli autori, nella quale vi verranno svelati alcuni piccoli retroscena.

D: Innanzitutto voglio ringraziarvi per la disponibilità e la pazienza. Cominciamo con una domanda semplice: come è sono nati Miranda e il regno di Marmellandia?

R: (Marianovella) Miranda è nata tra le pagine del collettivo Nuname: inizialmente era un progetto di poche pagine, ma come spesso capita il personaggio ha preso vita propria, così ho deciso di espandere il suo “universo”. In questo mi ha aiutato Manuel, che ha collaborato a tutte le fasi di realizzazione e crescita del personaggio.

D: Come è nata la storia narrata in questo volume? Di chi è stata l’idea?

R: (Manuel) L’idea è arrivata quasi contemporaneamente ad entrambi: ci immaginavamo possibili scenari e personaggi che irrompessero nel mondo di Miranda e company. La storia è stata la naturale evoluzione di queste riflessioni, l’abbiamo vista come un’ottima possibilità per mostrare il personaggio in modo più sfaccettato rispetto alle vignette pubblicate online.

D: All’interno della storia ci sono alcune citazioni a personaggi molto conosciuti di film e serie TV (due su tutte: Audrey Hepburn in Colazione da Tiffany e la Dottoressa Meredith Grey di Grey’s Anatomy): come mai avete inserito queste citazioni? E di chi è stata l’idea?

R: (Marianovella) Il mondo di Miranda è un po’ anche il mio, racchiude un mix tra ciò che mi piace e i miei buffi deliri (per esempio, hai notato che il castello di Marmellandia è fatto di dolciumi?)

A volte ho aggiunto nuovi elementi in modo molto intuitivo, altre volte ho inserito personaggi considerati iconici nel rappresentare un certo ruolo. Nel caso delle fatine che dispensano doni per la nascita di Miranda, ho immaginato Audrey Hepburn in relazione all’eleganza e Meredith Grey per la realizzazione professionale, ovviamente in chiave comica!

D: Questo fumetto, anche se ironico e divertente, trovo che introduca temi importanti come quello del disinteresse genitoriale (dei sovrani rispetto a Miranda appena messa nelle mani della balia); l’indipendenza femminile; il non aver bisogno di un principe per essere una principessa “completa, vera” (per così dire); l’indipendenza vista non come una condanna ma come una libertà.

Perché avete deciso di inserire queste tematiche serie e importanti in un fumetto di questo genere?

R: (Manuel) Perché un fumetto comico non deve necessariamente trattare solo tematiche leggere, ritengo anzi che il modo migliore per trattare un argomento serio sia scherzarci sopra.

Alla fine Miranda, per quanto possa essere privilegiata e viziata, rimane una persona come le altre, coi suoi problemi e i suoi ostacoli quotidiani.

(Marianovella) Ogni storia racconta un po’ del proprio autore. Ad esempio il tema del genitore assente, seppur per ragioni differenti, ci riguarda entrambi da vicino.

Per quanto riguarda il desiderio d’indipendenza, abbiamo deciso di prendere in giro quello stigma sociale per cui da una certa età in poi se non sei sposato e con prole la tua vita è incompleta.

D: Quanto tempo ci avete messo, più o meno, per scrivere e disegnare questo volume?

R: (Marianovella) Circa quattro mesi tra ideazione, approvazione e realizzazione. È stato difficile condensare le idee e rimandare alcuni elementi per racconti successivi; se non avessimo avuto delle tempistiche editoriali adesso staremmo ancora seduti a scrivere la sua storia!

D: C’è qualche retroscena o aneddoto divertente legato a questo fumetto che vorreste raccontare?

R: (Manuel) Quando ci si immagina uno sceneggiatore si pensa a un professionista che passa tutto il tempo a scrivere e disegnare composto davanti al computer; noi invece, di tanto in tanto, saltellavamo qua e là mimando le pose e le vocine dei personaggi, anche in spiaggia o in auto per dire!

Ringraziamo Arianna per la bellissima opportunità, e a tutti gli altri diciamo “Benvenuti a Marmellandia!”

Recensione

In questo fumetto si narrano le avventure di Miranda, principessa poco convenzionale del regno di Marmellandia: non è elegante, fine, avvezza all’etichetta… tutt’altro! È una ragazzina ribelle, tremenda, talvolta un po’ violenta e soprattutto indipendente. Non è interessata all’amore o al principe azzurro, quanto più preferisce passare le sue giornate a fare scherzi alla sua povera balia (che ancora non è scappata, come hanno fatto tutte le altre!) e a contrastare le decisioni di un padre comunque assente e che non sembra esattamente un buon re, o almeno questo appare da ciò che ho visto in questo volume.

E in effetti, a livello di storia e sceneggiatura, in questo racconto a fumetti non sono presenti solamente i divertenti sketch a cui siamo abituati (dalle strisce pubblicate sui social dall’autrice), ma ho trovato anche alcune tematiche importanti e interessanti che aprono a un maggiore approfondimento in volumi futuri, sperando che ce ne siano. In effetti vediamo innanzitutto (fin quasi dalle prime pagine, quindi spero che non sia spoiler) la madre di Miranda che, appena affidata la figlia neonata a una balia, scompare all’improvviso mentre il re pare che non faccia nulla per cercarla. Ma d’altronde, anch’esso è un genitore assente, disinteressato, che delega l’educazione della figlia alla balia e preferisce girovagare per il regno con il suo cagnolino tondo. Sono tematiche interessanti e che danno alla protagonista un background comunque tosto, nonostante il tono ironico che caratterizza Miranda e il suo mondo. Infatti la principessa sembra non dare troppo peso a questi abbandoni, eppure fa di tutto per far disperare la sua balia (della quale non ci è ancora dato di sapere il nome) e anche il padre; oltre ad avere una “leggera” mania di conquistare il mondo. Avendo ella 17 anni, sembrerebbe nel pieno di una ribellione adolescenziale, eppure trovo che un atteggiamento simile (ironia a parte) sia sintomo di una specie di dolore che prova per la sua situazione familiare e psicologica, e che anche se pare privilegiata dal punto di vista sociale, non lo è dal punto di vista genitoriale. Forse sarò io che sto leggendo troppo a fondo e facendo un’analisi molto seriosa di questo elemento narrativo, eppure mi sembra che gli autori vogliano mostrare la tipica situazione dei genitori assenti come a dire “state attenti, non è bene far così”. Ma ripeto, forse è un po’ una mia illusione anche se questi elementi sono stati confermati dagli autori.

Tornando ad argomenti più leggeri, un altro bell’elemento della trama è che Miranda non si sente in bisogno di avere un principe tutto suo: è indipendente, tremenda, tosta. È bello vedere come una ragazza comunque così giovane si ribelli a questa convenzione sociale del suo regno (e non solo) che la vuole sposata al principe azzurro, colui che l’ha salvata mentre era una damsel in distress. Ma per fortuna lei non è così, non si fa ingabbiare dalle consuetudini sociali e dagli stereotipi.

Seppur la storia narrata è di per sé semplice e presenta personaggi e situazioni archetipici; ciò che la rende unica sono l’ironia dei personaggi e delle situazioni, lo humor degli autori che dipinge ogni situazione e le divertentissime citazioni a personaggi di film, serie tv cult, anime cult, marchi conosciuti però rinominati. Trovo che sia un divertimento in sé cercare di trovarle tutte!

Nei personaggi troviamo vari archetipi: abbiamo il re del regno, la regina, la principessa che non si vuole sposare, il principe che vuole la principessa e per farsi bello si vanta di imprese non sue (infatti spesso le situazioni pericolose deve affrontarle il suo povero scudiero sfortunato) e vuole salvare la sua damigella reale. Eppure, se da un lato sono archetipici, dall’altro non lo sono per niente: la regina è un po’ manesca e non ha istinto materno; il re in fondo è un fifone e un padre assente; il principe… il principe beh… è un inetto e basta; la principessa non è la tipica ragazza che scappa perché è innamorata di un altro, quanto più è una tipa che prima fa faticare lo spasimante con la promessa di sposarlo dopo un’impresa e poi, se riesce nell’impresa, lo fa desistere con la forza. Questo connubio rende i personaggi di Miranda unici e divertentissimi.

Per quanto riguarda il disegno invece, trovo che lo stile di questa artista, Marianovella, sia unico e peculiare; molto piacevole da guardare e con una colorazione che enfatizza il tocco cartoonistico con cui viene disegnato tutto ciò che riguarda Miranda; mentre ho avuto occasione di vedere altri disegni dell’Artista meno cartoonistici ma sempre davvero belli. Anche gli sfondi di ogni vignetta sono ben curati e danno esattamente l’idea del luogo in cui si svolge ogni singola azione. Anche la regia è fatta bene, ogni azione segue quella precedente con coerenza. Ciò rende la lettura fluida e scorrevole, permettendo la facile comprensione delle situazioni.

Questo volume è ben curato, ben fatto e la storia è davvero divertente: ho riso moltissimo leggendolo! Lo consiglio a tutti, grandi e piccini: sia per avvicinarsi al mondo del fumetto o per farsi anche solo un po’ di risate, ne vale davvero la pena.

Ringraziamenti

Si ringraziano Marianovella Sinicropi e Manuel Giuffrè per la disponibilità alla piccola intervista.

Si ringrazia Edizioni BD nella persona di Eleonora Moscarini per la copia stampa, la cartella stampa e le immagini.

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