Recensione Mother di Fabrizio Capigatti e Ludovica Ceregatti, Remer Comics, di Arianna Crotti

Informazioni sull’opera

  • Titolo: MOTHER - vol. 1
  • Sceneggiatura: Fabrizio Capigatti
  • Disegni: Ludovica Ceregatti
  • Colori: Andres Mossa
  • Editore: Remer Comics
  • Collana: Linea “Beyond”
  • Anagrafica: 80 pagine, cartonato, f.to chiuso 16,8×24 cm, colori
  • Pubblicazione: marzo 2020
  • ISBN: 978-88-943056-5-4
  • Prezzo: €16,00
  • Link acquisto: https://www.remercomics.com/prodotto/mother

Gli autori

Fabrizio Capigatti (creatore e sceneggiatore)

Inizia come creatore di GdR e nel 2008 esordisce come sceneggiatore con “Il folle volo” (Edizioni del Vento). Nel 2012 esce “Vola mio angelo, vola” (Bottero editore). Nel 2013 accede al corso di Fiction della “Bottega Finzioni” di Carlo Lucarelli lavorando con docenti quali: Marcello Fois, Wilma Labatee Marco Manetti (Manetti Bros). Per i Manetti Bros scrive tra il 2013 e il 2015 tre puntate, tra cui il pilot, dell’inedita web-serie “Macabrus”. Nel 2016 scrive per Noise Press “Try to set the night on fire”, episodio di chiusura nel n. 4 di “Dead Blood”. nel 2017 crea “7”, illustrato da Martina Fari. Nel 2018 esce per Tatai Lab “Into the net” e nel 2019 “Wondercity Ep. 8 - Le verità nascoste”. Nel 2020 sono in uscita per Remer Comics “Yaja”, “Capitan Venezia stagione 2 episodio 1” e per Tatai Lab “Yume”.

 

Ludovica Ceregatti (Artist)

Nasce nella poco ridente Varese, e, quando dice che vuole fare i fumetti, la scambiano per un’aspirante piromane. Capisce così, come i Pooh, che il suo posto non è lì e si trasferisce a Roma dove frequenta la Scuola Internazionale di Comics. In seguito diventa a tutti gli effetti una disegnatrice di fumetti, prima con la BookMaker Comics poi passando per altri progetti, collaborando con Uno Studio in Rosso (“Quasi-Super”), con Noise Press (“A Sort of Fairytale”), coi il Dayjob Studio (“Hotline Miami”), con dei capitoli speciali per “Aqualung” (BAO), per la Cosmo (“Caput Mundi”), per ActionLab (“ColdBloodSamurai”), Shockdom (“KillerShow”), Remer Comics (collana Capitani Italiani su “Black&White - Il Buio Dentro” e “DollsHell”) e infine per Bugs Comics (“Samuel Stern”).

È un’amante di teschi, baffi e unicorni cicciotti. Non necessariamente in quest’ordine.

 

Andres Mossa (Colorista)

Colorista Marvel da oltre 10 Anni, ha fatto fra i molti lavori tra cui Spiderman, Avengers, X-Man, Deadpool, Old Man Logan. Per Marvel-Lucasfilm ha colorato “Impero a Pezzi”, “Obi-One e Anakin”, “Screaming Citadel”, “Captain Phasma” e “Lando Double or Nothing”. Ha realizzato per la Sergio Bonelli Editore i colori di “Orfani - Juric” (1 e 3) e “Orfani - Sam” (6 e 9), “Dragonero - Senzanima” (1-3), “Zagor Origini” (1) e “Dylan Dog Color Fest”. Per Panini ha colorato “Life Zero” creata da Stefano Vietti e Marco Checchetto e la serie “Angie Digitwin”. Lavora come colorista anche per case editrici francesi come Soleil, Glenàt, LeLombard, Paquet e Clair de Lune etc. A giugno 2019 ha avuto un gravissimo ictus cerebrale a cui è sopravvissuto grazie alla diagnosi e immediate cure. Con la riabilitazione neurocognitiva dopo essere rimasto fermo per alcuni mesi ha ripreso a lavorare e “Mother” è fra i suoi primi lavori realizzato dopo l’ictus.

 

Sinossi:

Cosa fareste se foste i soli a vedere tra la nebbia feroci mostri invadere il vostro mondo?

Ana è una solitaria e una cacciatrice. Vive a Illand, una città d’acqua imprigionata in una coltre di nebbia che non permette più ai propri abitanti di vedere il sole e il cui governo ha imposto un coprifuoco notturno. Al suono delle sirene, dall’acqua sale la nebbia e con essa l’orrore: i mostri, i worms e lei.... mother.

Può Ana fermare il più cruento orrore?

Attenzione: questo volume contiene scene con sangue e violenza che potrebbero urtare la sensibilità di qualcuno. Difatti il genere di questo volume è indicato come horror dalla Casa Editrice Stessa.

Recensione Mother di Fabrizio Capigatti e Ludovica Ceregatti, Remer Comics

Recensione

Grazie alla gentilezza di Remer Comics oggi posso recensire il volume uscito a marzo: MOTHER – vol. 1. Ma questo non è un volume qualsiasi: Mother, infatti, con le sue tinte horror inaugura la nuova collana di questa casa editrice, Beyond (che l’anno prossimo verrà affiancata dalla seconda nuova linea di Remer, Broken, “confermando così la volontà di spaziare tra generi diversi” secondo quanto riportato nel comunicato stampa che mi è stato gentilmente mandato).

Con queste premesse, direi che è tempo di iniziare la recensione!

Credo che si debba partire da un presupposto: questo non è un classico horror. Certo, non mancano sangue e intestini a vista, ma la parte più significativa dal punto di vista dell’orrore trovo sia quella psicologica. In questo volume, infatti, l’umanità ha perso le speranze, si è rassegnata a vivere una vita grigia fatta di fughe dai mostri della nebbia e sacrifici vani. Cosa c’è di più terrificante del perdere la speranza e la possibilità di vivere una vita serena e tranquilla, normale e senza mostri?

Non posso addentrarmi molto nei dettagli altrimenti farei troppi spoiler, ma posso dire che l’idea di base è molto intrigante: una città, Illand, che richiama Venezia, si ritrova da 22 anni soggiogata dai mostri che vivono nella nebbia inducendo i cittadini a vivere nel terrore.

La storia dei mostri, di come sono tenuti a bada e di come potrebbero essere sconfitti è una solida base per svilupparvi una serie avvincente, anche breve, di volumi; tuttavia ho trovato alcuni punti della trama in cui situazioni o elementi della storia non sono spiegati del tutto e lasciano il lettore in dubbio; oltre a presentare quelle che a prima vista sembrano delle incongruenze (di cui purtroppo non posso parlarvi altrimenti vi farei troppi spoiler e scoprireste metà della storia). Dico questo perché, dopo la prima lettura si potrebbe pensare di aver capito come funziona questo mondo, che cosa è successo, si crede di capire anche come andrà a finire a qualche pagina dalla fine… e invece no. Il finale lascia attoniti e apre a tutta una serie di nuove possibilità.

Considerando però che questo è un primo volume di una serie (e la storia copre circa 65 pagine, quindi anche lo spazio in cui svilupparla è ridotto rispetto a quello di un graphic novel) penso che quanto esposto sopra non sia un errore dello sceneggiatore nello scrivere la storia, quanto più un espediente per mantenere la suspense fino al prossimo volume, in cui spero di scoprire di più su Ana, su quanto le è successo in realtà (eh no, come già detto il finale non chiarisce cosa è successo, ma apre nuovi, intriganti interrogativi), sulla sua città… sui mostri.

Vedendo la cosa sotto questo altro punto di vista, infatti, ci sono della genialità e della bravura nel rendere quella che all’inizio potrebbe sembrare la solita storia di mostri cliché, qualcosa di più. Qualcosa di diverso e interessante. Le basi ci sono, spero che vengano sviluppate al meglio e che i prossimi volumi ci portino fuori dai soliti schemi e archetipi della storia di mostri horror-psicologica.

 

Nonostante le pagine siano 80 in tutto, come dicevo prima, ho trovato anche una particolare cura nello sviluppo dei personaggi principali (soprattutto di Ana) e nell’evidenziazione, sin da subito, della loro personalità.

La protagonista, Ana, non è la tipica eroina: è cinica, asociale, estremamente impulsiva nelle sue decisioni, soffre di problemi psicologici che si intuisce essere anche molto pesanti… e ha uno humor nero unito a una lingua tagliente e biforcuta che trovo adorabili. È una persona comunque decisa, tosta, pragmatica: anche se sembra fregarsene di tutto e di tutti, in realtà non solo ci tiene a salvare sua sorella gemella, ma aiuta anche gli altri. È come se si fosse costruita una corazza spessa e impenetrabile di cinismo per proteggere quello che sembra essere buon cuore. Forse… perché non so se ho davvero compreso questo personaggio, ma ehi la storia è ancora tutta da scoprire!

L’ho chiamata eroina non tanto perché sia davvero un supereroe, ma perché svolge un ruolo fondamentale in questa storia nel fare la pelle ai mostri e prenderli a calci nel di dietro e trovo che sia un aggettivo per ora utile a identificarla.

Ecco, questa protagonista è un altro punto interessante in questa storia per il suo carattere, il modo di fare, il segreto che cela.

Un'altra cosa che ho notato con piacere è stata la cura del character design dei mostri: si vede che non sono disegnati a caso o tanto per fare, ma che sono studiati per bene e con cura. Infatti, nell’extra riguardante lo studio dei personaggi che trovate a fine volume potete notare come ogni singolo mostro e “worm” abbia dei piccoli dettagli che non solo lo identificano, ma gli danno anche un’identità e rendono l’idea un po’ del “carattere” di questi; dettagli che evocano nella mente del lettore, che è anche fruitore d’arte in un certo senso, l’idea che il mostro abbia determinate caratteristiche caratteriali/di modo di fare. È una nota molto positiva che si aggiunge a quella precedente.

Per quanto riguarda la parte prettamente artistica e fumettistica, trovo che la regia sia ben fatta, i balloon curati (anche se alcuni, quelli gialli, hanno un font un po’ troppo sottile che ho trovato un po’ faticoso da leggere) con dialoghi che hanno un senso e permettono al lettore di comprendere per bene quel che succede (lo stesso la regia). I disegni hanno uno stile un po’ europeo e un po’ americano: anche se non rientra del tutto nelle mie corde i disegni sono molto godibili e piacevoli da guardare, e molto chiari nell’esprimere cosa succede in ogni vignetta, anche se in un paio di esse, nelle quali sono rappresentate scene di lotta ci ho messo un po’ a capire la successione delle azioni.

Ho trovato molto armoniche con la storia e i disegni anche le palette utilizzate dal colorista: trovo che le combinazioni di colori esprimano perfettamente le situazioni illustrate, sia oggettive che soggettive, incutendo nel lettore il giusto stato d’animo. Per esempio, quando scende la nebbia le palette sono prettamente di colori freddi e cupi, desaturati, che incutono ansia, freddo, paura. Ma d’altronde tutta illand è caratterizzata da questo tipo di palette. Cambiano divenendo un caldo abbraccio solo in due punti: uno a metà della storia e uno alla fine. E chissà, magari vogliono essere di buon auspicio…

Faccio i miei complimenti al colorista per la sua abilità nel scegliere i colori e all’artista per la cura nel character design.

 

Per concludere questa recensione e dare il mio parere finale, che nonostante alcune cose che mi hanno lasciata perplessa è complessivamente positivo, voglio prendere in prestito per un istante il carattere di Ana e dire la mia: datemi il prossimo volume di Mother e nessuno si farà male.

See you soon folks!

Ringraziamenti

Si ringrazia Remer Comics nella persona di Fabrizio Capigatti per la cartella stampa e la copia stampa.

Recensione Mother di Fabrizio Capigatti e Ludovica Ceregatti, Remer Comics

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