Sette, di Martina Fari e Fabrizio Capigatti, Remer Comics

Informazioni sull’opera

  • Titolo: 7 – volume 1
  • Autori: Martina Fari (disegni), Fabrizio Capigatti (sceneggiatura)
  • Editore: Remer Comics
  • Serie: Fuori Collana
  • Anagrafica: 16,8 x 24 cm, 144 pagine, colori, cartonato
  • ISBN: 978-88-943056-3-0
  • Prezzo: € 18,00
  • Link acquisto: https://www.remercomics.com/prodotto/7

Trama

Damien è uno dei manager di successo della Banca d’Affari “Gekko & C.” di New York; Maria è una giovane ragazza spagnola scappata da casa che per vivere si trova a fare la ballerina di lap-dance a Bologna. Entrambi non sanno ancora chi sono davvero e mentre il destino sembra unirli, tutto intorno a loro si muovono delle figure oscure dal loro passato e nuove minacce nel presente, perché nulla è quello che sembra.

Attenzione! Potrebbe presentare contenuti un po’ forti per alcune persone (incesto consensuale, violenza, linguaggio scurrile, scene di sesso). È un volume non adatto ai minori.

Recensione

Ho conosciuto Capitani Italiani due anni fa circa, alla mia seconda Lucca Comics & Games. Da allora li ho trovati a qualche fiera, li ho silenziosamente osservati mentre crescevano e diventavano non solo un grande team, ma anche una piccola casa editrice, Remer Comics. Ho sempre desiderato scrivere di loro, ed è quindi per me un grande onore e una gioia recensire il primo volume di due di questa nuova storia, 7 (sì, si intitola proprio così: seven).

La storia non è parte dell’universo dei Capitani Italiani, ma di un fuori collana, eppure la trama è davvero intrigante: due persone predestinate a incontrarsi e con i destini legati a doppio filo, Damien e Maria, prima attraverso il sogno e poi nella realtà, incrociano il proprio destino con… i Cavalieri dell’Apocalisse, mentre in Paradiso si gioca la partita del destino dell’umanità sotto diversi punti di vista.

È interessante vedere come Fabrizio Capigatti sia stato in grado di utilizzare elementi biblici e trasporli in una storia moderna, con contenuti realistici e talvolta un po’ forti, con personaggi pure un poco scurrili, irrispettosi e dalla dubbia morale (che decisamente non è quella pura dettata dalla logica di un cuore buono); creando una storia irriverente, intrigante e coinvolgente senza però cadere nella blasfemia. Si tratta anche di una storia che parla di tematiche che portano a riflettere su alcune cose che accadono nel mondo e che spesso ignoriamo, per volontà o ignoranza: si parla, anche se superficialmente, di una qualche situazione in Congo (non esattamente chiara, in realtà vi sono alcuni accenni in questo volume) gestita con le armi per fare profitto; si parla della condizione di alcune ragazze che si ritrovano a fare le spogliarelliste e poi finiscono nel giro della prostituzione; si parla di gravidanze accidentali e forse indesiderate, di incesto consensuale ed emarginazione a causa dell’ignoranza. Anche se affrontati in un modo che non è patetico né pesante, questi elementi mi hanno portata a riflettere su realtà che non conosco o su cui comunque non pongo la mia attenzione ogni giorno perché sembrano lontani dal mio mondo.

La trama è abbastanza solida, anche se spesso vi sono vari cambi di scenario e di situazioni, saltando da un filo della storia (e da un protagonista) all’altro: nonostante ciò, i cambi sono ben gestiti anche se i personaggi sono parecchi per un volume del genere e si può rischiare di confondersi un po’, ma non preoccupatevi: ogni personaggio viene accuratamente delineato fin dal primo incontro, e più si legge meglio lo si conosce e approfondisce. Comunque, grazie a questo metodo narrativo, è possibile avere una panoramica abbastanza completa della storia… o meglio, di questa prima parte e delle idee che vuole mettere in gioco. Un esempio lampante sono i balloon di dialogo direttamente con il lettore di Damien: immediatamente ci si trova coinvolti da lui e si inizia a conoscerlo quasi come se si fosse davvero faccia a faccia con lui. Mi è piaciuto questo espediente perché fa avvicinare maggiormente il lettore al personaggio; in più i dialoghi sono ben curati per rendere meglio questo effetto.

Altra cosa positiva è che il lettore non rischia eccessivamente di perdersi nei fili della storia (né di annoiarsi) anche grazie a un interessante espediente: sono state inserite scene fra dio e il diavolo, ambientante in un Paradiso differente da quello comunemente immaginato, che aiutano a spostare per un attimo l’attenzione del lettore (e, oltre a questo, sono anche deliziosamente funzionali alla trama perché i due Mondi, quello divino e quello terreno, si condizionano a vicenda… in un modo che si scoprirà man mano) per poi permettere al lettore di riprendere con rinnovato entusiasmo e qualche stimolante idea  la storia principale.

Nell’insieme, però, trovo che sia stata gettata molta carne al fuoco e siano state aperte tante porte, creando tante domande e aspettative nel lettore: mi aspetto che nel volume due la trama venga sbrogliata e chiarita e che si giunga a un finale coi fiocchi (positivo, negativo o nel mezzo delle due cose che sia), con l’auspicio che il seguito sia qualitativamente equivalente, se non migliore, del primo volume.

Per quanto riguarda il lato artistico ed estetico, trovo che lo stile dei disegni di Martina Fari, che ha un retrogusto cartoonistico, sia interessante e molto piacevole da guardare, caratteristica amplificata dal colore usato bene che sottolinea le varie situazioni in modo giusto, senza cozzare o risultare stonato e creando un climax coinvolgente e spesso realistico, anche se alcune prospettive unite a certe palettes mi ricordano alcune scene artificiose tipiche dei film e telefilm polizieschi. In generale, mi è piaciuto particolarmente come l’artista ha usato i colori, oltre allo stile proprio del disegno. Inoltre, questo tipo di stile stempera un po’ la pesantezza degli argomenti affrontati in questo volume (che, devo ammettere, sono comunque abbastanza tosti).

I personaggi sono caratterizzati bene, come dicevo, non solo dal punto di vista della sceneggiatura (che si esprime attraverso i dialoghi dei personaggi), ma anche con il disegno: ognuno ha tratti propri e caratteristiche fisiche che rispecchiano bene il loro carattere. Si vede che sono stati studiati accuratamente a livello di character design.

La regia è ben fatta: non mi sono mai ritrovata in dubbio su cosa stesse accadendo nelle varie vignette e non ho avuto problemi a decifrare il codice visivo. Alcune inquadrature trovo che abbiano elementi che mi ricordano quelle di un film, ma probabilmente è solamente una mia interpretazione.

L’unica cosa che mi ha fatto un po’ piangere il cuore sono alcuni sfondi di Bologna, mia città di adozione: ho trovato che fossero un po’ troppo freddi, spigolosi, quasi fossero fotografie rese fumetto. Non ho trovato l’abbraccio gentile e caldo che questa città mi dà ogni volta che cammino sotto i suoi portici; sensazione che in altri fumetti ambientati in questa città invece ho trovato.

In conclusione, devo dire che questo volume mi è piaciuto particolarmente: l’ho letto con piacere e la storia, un misto fra realismo e cose dell’altro mondo, mi ha intrigata e dato speranza e aspettative per il seguito. È un tipo di storia che rientra nei miei gusti e che mi entusiasma, unita a una buona sceneggiatura e dei disegni gradevoli. Promosso a pieni voti, per così dire.

Ringraziamenti

Si ringrazia Remer Comics nella persona di Fabrizio Capigatti per la copia stampa, le immagini e la disponibilità.

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