Recensione XIX artbook del Collettivo Uniporni

L’artbook

Terzo volume del Collettivo Uniporni, in “XIX” 33 artisti affrontano i classici del diciannovesimo secolo, rivedendoli in chiave LGBT+.

Da Sherlock Holmes a Jane Eyre a Ventimila Leghe Sotto I Mari, vi attende una parata di stili inconfondibili, uniti dall'amore per i classici e dal desiderio di sperimentare, in una serie di rivisitazioni in omaggio a quei capolavori che hanno nutrito la nostra fantasia e i nostri sogni. Ogni membro del team ha esplorato liberamente le diverse declinazioni e possibilità date da questa sfida, spesso iniettandoci prospettive nate dalla propria esperienza personale come membri della comunità LGBT+.

Ognuno degli illustratori ha avuto a sua disposizione due pagine, realizzando una piccola illustrazione in bianco e nero accompagnata da una citazione del libro scelto, ed a fronte un’illustrazione tutta pagina a colori. In appendice si trovano anche cinque illustrazioni realizzate da illustratori ospiti selezionati tramite open call, e in più il volume è accompagnato da quattro cartoline e uno sticker sheet realizzati da altri cinque artisti ospiti.

Il Collettivo

Gruppo di artisti formatosi nel 2017 per il comune desiderio di realizzare volumi rivolti ad un pubblico adulto che riunissero solo artisti italiani. Il team è andato crescendo e mutando ad ogni libro, cercando di includere sempre più voci e stili.

XIX Collettivo Uniporni

Recensione

Buongiorno a tutti, miei cari lettori. Oggi voglio parlarvi di un artbook particolare: XIX del Collettivo Uniporni, un artbook incentrato sui romanzi classici dell’Ottocento rivisitati in chiave LGBTQI+.

Tristemente, però, non potrò recensire ogni artista singolarmente come ho fatto in precedenza perché il team che ha partecipato a questo progetto è veramente ampio e la recensione diventerebbe veramente troppo lunga. Per questo abbiamo deciso di procedere così: darò un’opinione generale ed eventualmente parlerò delle illustrazioni che più mi hanno colpita. Comunque sia troverete i link alle pagine social di ogni autore direttamente integrati nel testo: basterà cliccare sul loro nome (qui sopra, nella descrizione del volume) per aprire il link.

Mi scuso anticipatamente con coloro delle cui illustrazioni non avrò la possibilità di parlare: sono mortificata dal profondo del cuore, ma purtroppo in questo specifico caso un compromesso era necessario.

 

Ma passiamo al fulcro di questo articolo: la recensione.

Iniziamo dal biglietto da visita di questo volume: l’intrigante cover a sei mani. Infatti, i tre personaggi sono disegnati (le matite) dai tre fondatori di questo Collettivo: la drag queen è a opera di Zel Carboni; il personaggio centrale è a opera di Daniela Barisone e la donna en travesti è a opera di Lucrezia Galliero.

Gli inchiostri sono di Zel Carboni, e si può notare come siano estremamente curati e peculiari. Bellissimi (soprattutto per come sono fatti i capelli) e inconfondibili.

I colori, ben accostati e con una palette dal gusto Ottocentesco, seppur le gradazioni utilizzate siano vivaci sono a opera di Daniela Barisone. Il colore, nell’insieme, contribuisce a creare un’atmosfera calda e accogliente, quasi familiare.

Anche la composizione, con layout a cura di Lucrezia Galliero, risulta equilibrata (ma non mi aspetterei di meno da questi bravissimi artisti) e ben fatta, non noiosa né troppo “affollata” anche se presenta tre personaggi su un divano; cosa che se gestita male potrebbe rovinare tutto. E invece la grande abilità artistica di chi ha creato questa cover, in questo caso è dimostrata anche da questo dettaglio che potrebbe parere insignificante, ma invece è di grande importanza nella creazione di qualsiasi illustrazione.

 

Aprendo il volume, si può subito notare la grande cura con cui è preparato, a partire dal risvolto che dà l’effetto della carta da parati con l’unicorno simbolo del Collettivo adattato allo stile Ottocentesco, passando per l’ordinata pagina con i nomi degli artisti presenti fino agli estratti in lingua originale dei romanzi a cui le illustrazioni sono ispirate, inseriti subito prima dell’illustrazione in bianco e nero.

Come esplicitato anche nella descrizione di questo volume, ogni illustrazione è stata liberamente interpretata dagli artisti in chiave LGBT+, ricorrendo anche al gender bend (cioè disegnare un personaggio del genere opposto, e cioè se maschio disegnarlo femmina e viceversa) e a personaggi androgini o en travestie. Trovo che sia una scelta molto coraggiosa, soprattutto perché potrebbe contrariare alcune persone che magari sono legate alla versione letteraria di personaggi e coppie (prettamente eterosessuali). Personalmente trovo che l’idea avuta da questo collettivo sia veramente bellissima, inclusiva e, lo confesso, vengono rappresentate alcune ship letterarie a cui avevo pensato anche io, e per un paio delle quali ho un debole. Altre, invece, mi sono nuove. È anche intrigante, oltre che piacevole e divertente, scoprire come ogni singolo artista ha declinato il romanzo scelto; e trovo stimolante immaginare piccole storielle su quelle coppie, come si potevano sviluppare

 

Avendo visto anche i due precedenti artbook di questo Collettivo, Eros in Mythos e Bound, posso tranquillamente affermare, con ferma certezza, che la qualità del volume si è alzata e non di poco, sia per quanto riguarda il lato artistico che quello della grafica, che merita una menzione speciale per l’ordine e la linearità che la caratterizza. Forse, l’unica cosa che mi sento di segnalare riguardo questo aspetto è che le brevi citazioni dei libri cui si ispira l’illustrazione sono in un carattere un po’ piccolino e non facilissimo da leggere (soprattutto per chi porta gli occhiali come me); e che, io personalmente, ho fatto un po’ fatica a capire quale guest artist ha fatto ogni singola illustrazione perché i loro lavori sono messi in sequenza a fine volume, preceduti da una pagina con l’elenco degli artisti.

Per quanto riguarda la parte artistica, posso dire che le illustrazioni di molte artiste e molti artisti scelti mi sono davvero piaciute (visti anche i miei gusti molto difficili è una gran cosa); e più in generale il livello di qualità degli stessi è molto alto e in linea generale mi sono piaciuti quasi tutti, alcuni più di altri.

Trovo che, con questo volume, il Collettivo si sia messo sulla giusta carreggiata per raggiungere livelli di qualità veramente altissimi come artisti presenti… manca solo un po’ di attenzione in più nella scelta e una migliore scrematura, e davvero il livello raggiungerebbe il top.

Rispetto ai volumi precedenti, ci sono alcuni artisti nuovi, mentre altri non sono presenti: c’è molto ricambio nei loro artbook, ma trovo che sia una cosa positiva perché permettono di ritrovare artisti che già si conoscono (per cui, magari, si compra il volume) e di conoscerne di nuovi. Inoltre, come già detto, il ricambio e la continua selezione permettono l’innalzamento della qualità per ogni anno che passa.

 

Ma andiamo al succo del discorso: i lavori degli artisti presenti in questo volume. Come anticipato, parlerò solo di alcuni di loro perché “altrimenti verrebbe la Treccani, non una recensione” (cit. Lu). Però ci tengo a farlo per darvi un assaggio di cosa troverete in questo bellissimo volume.

XIX Collettivo Uniporni

Prima di cominciare, però, ci tengo a precisare che andrò in ordine di apparizione nel volume, non di preferenza personale (anche se nella selezione degli artisti di cui parlare ho dovuto fare delle scelte di preferenza estetica e artistica; cosa che mi è risultata difficilissima, invero.)

Comunque sia, questa non è una classifica.

Iniziamo!

Zel Carboni con Jane Eyre: nell’illustrazione in bianco e nero si può vedere tutta l’abilità dell’artista con gli inchiostri, le texture e i retini digitali; ma anche con la prospettiva, la composizione e l’anatomia.

Mi piace come ha reinterpretato la coppia Jane Eyre & Mr. Rochester: la grande differenza d’età (originale nel libro) fra i due è stata mantenuta, e la protagonista è stata resa un giovane uomo (genderbed) dai tratti delicati e androgini.

Mi piacciono la grande dolcezza e tenerezza che trasudano dalla posa in cui entrambi i personaggi sono disegnati, portano la mia mente da scribacchina a immaginare molte interessanti dinamiche e il mio cuore romantico a sospirare.

Nell’illustrazione a colori che segue si può invece vedere perfettamente una delle grandi qualità di questo artista: è in grado di disegnare e colorare in molti stili differenti che vanno dal realistico al cartoon, dalle tinte piatte allo stile pittorico; mantenendo sempre una mano bellissima e inconfondibile, molto personale. Non è dote da tutti, anzi! Osservando con attenzione, si può notare il bellissimo sfondo in stile pittorico, che fa da cornice al tenero e sensuale bacio fra Jane e Rochester – quando ancora erano giovani e meno segnati dalle controversie della vita – dal gusto Romantico; anche se l’albero in primo piano e il bacio si prendono tutta l’attenzione a colpo d’occhio, attenzione più che meritata; ma vi invito a osservare ogni dettaglio di questa illustrazione perché ne vale la pena non solo per la bellezza di disegno e colore, ma anche per l’equilibrio nella costruzione e la bellezza dei dettagli. Veramente bella!

 

Lucrezia Northstar con Ventimila Leghe Sotto i Mari: con amarezza, devo ammettere che il disegno in bianco e nero non mi convince del tutto per un elemento in particolare: il divano ha il tessuto colorato di nero molto scuro, che crea uno sgradevole contrasto con il grigio sullo sfondo e distoglie un po’ l’attenzione dalle due donne disegnate perché d’istinto l’attenzione dello sguardo cade proprio sulle parti nere del divano. A parte questo, ammiro come questa artista si sia impegnata a creare uno sfondo complesso che rende benissimo l’atmosfera di uno studio ottocentesco con libri, mappamondo e divanetto. Molto tenera, un pizzico romantica e anche sensuale è la posizione delle due ragazze: portano il mio cuore irremovibilmente romantico a sospirare.

L’illustrazione successiva invece mi piace di più, anche per il maggior equilibrio nei colori, oltre che nella composizione: la ragazza in piedi trasuda coraggio, fermezza, forza, tostaggine… ma anche protezione. Molto intrigante devo dire! Molta tenerezza mi fa l’altra ragazza, nascosta, protetta dalla sua compagna: l’espressione rende benissimo ciò che sta provando in quel momento e ispira tenerezza nell’osservatore.

 

Daniela Barisone con Le Avventure di Sherlock Holmes: interessante è l’illustrazione in bianco e nero: mi piace come lo sfondo a tratteggio nero faccia risultare la lineart di Sherlock e Whatson (se devo sbilanciarmi, è una delle mie coppie letterarie – dei fan – preferite) mettendole in primo piano in maniera deliziosa. La posa è molto tenera, il bacio sensuale quanto basta (per fangirlare e immaginare).

Per quanto riguarda l’illustrazione seguente, a colori, la trovo molto carina: mi piace il fatto che la prospettiva non sia centrale (come moltissime delle altre illustrazioni), ma che la scena si veda dall’alto e che sia disegnata leggermente storta: ciò le dà movimento e rende interessante una cosa che, disegnata in altro modo (anche solo con la linea dell’orizzonte dritta) risulterebbe noiosa: ottimo espediente. Inoltre, per via della posizione dei personaggi, dell’atteggiamento e dell’abbigliamento non in ordine (camice aperte, bretelle lasciate cadere sui fianchi) si capisce perfettamente cosa sia successo fra Sherlock e John nel passaggio fra un’immagine e l’altra. Anche i colori contribuiscono a creare l’atmosfera e ammorbidiscono le linee caratteristicamente spigolose, tipiche dello stile di disegno di Daniela.

 

Blackbanshee (Marga Biazzi) con The Black Cat: questa artista ha una mano unica, uno stile di disegno incredibile e insostituibile che mi ha fatto veramente piacere trovare in questo artbook.

Come per gli altri, anche per questa artista inizierò dall’illustrazione più piccola, a mezza pagina: a differenza delle altre, questa è a colori (seppur siano pastello). La ragazza è ben proporzionata, ben disegnata e, anche se presenta leggerissimi colori pastello - oltre al nero -  risulta un po’ dark, che è anche una caratteristica dei racconti dell’autore che ha scelto. Ciò che mi rende perplessa, in questa illustrazione, è lo sfondo: la collinetta con l’albero e la luna, posti come sono dietro la ragazza non mi sembrano avere molto significato. Sembrano messi lì a mo’ di riempitivo. Se la collinetta fosse proseguita anche sotto la ragazza (il gatto del racconto di Poe, così interpretato da Blackbanshee), interessando tutto il disegno, forse avrebbe avuto più senso e maggiore coesione.

L’illustrazione seguente è minimale e con lo sfondo molto semplice: in una cornice ovale vi sono il protagonista del racconto, qui però rappresentato come una donna (coraggioso genderbend) e la gatta in forma umana entrambe molto ben disegnate. Ciò che mi lascia perplessa è lo sfondo: la carta da parati che circonda l’ovale è coerente, ma la cornice non mi dà l’effetto di essere Ottocentesca, quanto più una cosa molto moderna e contemporanea. Sebbene mi piaccia moltissimo il modo di disegnare di questa artista, queste due illustrazioni non riescono a convincermi fino in fondo.

 

Seshurias (Martina Stilo) con Faust: è la prima volta che vedo i disegni di questa artista, anche se il nome non mi era nuovo, e devo dire che sono rimasta piacevolmente colpita, soprattutto dall’illustrazione a colori: lo stile pittorico usato per colorarla mi ha davvero stupita, dà un effetto molto bello a tutta l’illustrazione rendendola unica e peculiare. Infatti attraverso i colori è stata resa un’atmosfera perfetta per questo romanzo e la scena rappresentata; oltre a far risaltare bene i corpi di entrambi gli uomini raffigurati… o per meglio dire, del ragazzo e di Mefistofele che ha un corpo statuario con tutti i muscoli al posto giusto, per così dire (e letteralmente: le anatomie non solo sono corrette, ma anche ben fatte e piacevoli da guardare). Anche l’illustrazione in bianco e nero non è niente male: i retini digitali sono usati per bene, stessa cosa per gli inchiostri e i grigi. Mi hanno particolarmente colpita i visi dei due protagonisti, e sono anche la parte che preferisco: androgino e seduttore quello di Mefistofele, bellissimo e abbandonato alla passione quello di Faust. Ottimo lavoro. È stato davvero un piacere scoprire questa artista.

XIX Collettivo Uniporni

Laura Spianelli con Wuthering Heights: appena ho visto la prima illustrazione, quella in bianco e nero, è stato come tornare a casa. Ho ritrovato la mano di Laura Spianelli, che conosco principalmente (a livello fumettistico) per Stirpe di Pesce e che non vedevo da un po’. Si può ammirare tutta la bravura di questa artista con l’inchiostrazione (una menzione ai capelli della ragazza mora è d’obbligo: sono disegnati benissimo), oltre che nel disegno inteso nel senso più generale del termine.

Ammetto che, davanti a questa illustrazione, mi sono anche un po’ commossa, sia per quanto ho detto prima che per la dolcezza e l’innocenza del bacio delle due ragazze che ha scelto di rappresentare. Un disegno davvero molto bello ed emozionante. Ma non è il solo: anche quello seguente mi ha lasciata stupita, commossa, colpita. È forse una delle prime volte che vedo questa artista misurarsi con il colore e ha fatto davvero un ottimo lavoro. Ma facciamo un attimo un passo indietro: il soggetto centrale è quella che sembra la statua di una donna ricoperta da un velo con il capo ricoperto di rose, in una posa che pare una benedizione. Mi ricorda alcune statue dei grandissimi scultori del passato, che facevano sembrare il velo che ricopriva la donna raffigurata un vero velo. Lasciando da parte le mie divagazioni, trovo che la carica emozionale di questo lavoro sia data anche dai colori usati in un contrasto caldo/freddo notevole, e che sottolinea l’espressione della donna. Trovo che Laura abbia fatto davvero un ottimo lavoro, sia sul piano artistico-tecnico che sul piano emozionale. I miei complimenti.

 

Evelyn Innocenti con Notre-Dame de Paris: Evelyn è un’altra artista che incontro per la prima volta. Trovo che abbia un modo di disegnare interessante, in una via di mezzo fra cartoonistico e realistico che è molto piacevole da guardare. Mi piacciono soprattutto i visi dalla forma dolce e le linee morbide dei personaggi: ciò si può ben vedere in entrambe le illustrazioni; anche se trovo che quella in bianco e nero sia carente di inchiostrazione. Si vede che è una line-art molto pulita, pronta per essere riempita con il colore. E con il colore Evelyn se la cava bene: mi piace moltissimo come, nella seconda illustrazione abbia colorato lo scialle in modo che fosse semi-trasparente. Ma non solo: i colori sono accostati con gusto e le tonalità usate danno davvero l’effetto di un luogo in penombra come Notre Dame. E mi piace anche il contrasto fra i personaggi stessi: un sacerdote, o comunque qualcuno che ricopre una carica ecclesiastica, sedotto da un ragazzo gitano. Molto coraggiosa come scelta. Nel complesso è un’illustrazione che mi è piaciuta, sia per il disegno in sé che per i colori: due elementi perfettamente equilibrati tra loro, in modo che l’uno faccia risaltare gli altri e viceversa.

 

E gli ospiti del volume (che, ammetto, mi sono tutti nuovi), i quali hanno realizzato una sola illustrazione:

 

Yarghiza con La Macchina del Tempo: il suo disegno mi ha subito colpita, vuoi per i colori allegri, vuoi per la situazione ritratta che risulta divertente, soprattutto per le espressioni birbanti e allegre degli esserini (gli Eloi del racconto di H.G. Wells) rappresentati. Mi piace come è stata creata l’illustrazione, la sua composizione, i colori scelti che sono in equilibrio fra loro. Non sono grande fan del genere “bara” (cioè il disegno uomini muscolosissimi, palestrati), eppure mi è piaciuto come è stato usato in questo contesto: l’inventore, disegnato muscoloso (anche se non eccessivamente) è equilibrato dalle forme più minute degli Eloi. Di questi, trovo che le forme talvolta troppo spigolose contrastino con tutto il resto.

Carina anche l’interpretazione dell’artista della macchina del tempo del racconto, che si può scorgere nell’angolo in alto a destra.

Complessivamente, questa illustrazione mi piace, la trovo molto carina e mi trasmette un senso di spensieratezza, allegria e un pizzico di comicità.

 

Becky con Moby Dick o La Balena: anche questa immagine ha subito attirato la mia attenzione, mentre sfogliavo il volume. Mi piace la tenerezza del bacio disegnato, mi piace che a baciarsi siano due ragazzi all’apparenza così diversi fra loro, ma in fondo sono due persone che semplicemente si amano (o quanto meno sono attratti l’uno dall’altro). Bello anche lo sfondo e l’atmosfera al tempo stesso intima ed esposta che emana: i due amanti sono nascosti da un muro di legno (che, ahimè, non si nota subito perché lo stipite è tagliato) e qualche oggetto, ma al tempo stesso esposti all’occhio curioso, quasi voyeuristico del lettore che osserva l’immagine. Ottimo è anche l’espediente di fare lo sfondo con la linea dell’orizzonte inclinata: rende davvero l’effetto di essere su una barca in mezzo al mare, vittima delle onde che la sballottano a destra e a manca. Anche i colori contribuiscono a rendere questa atmosfera. Un buon lavoro, davvero.

 

Per concludere, trovo che questo Collettivo abbia trovato la ricetta per produrre albi di altissima qualità, deve solo affinarla ancora un po’. Però, anno dopo anno, non delude… anzi, migliora e sorprende piacevolmente.

Riguardo XIX in particolare, trovo che per tutti gli amanti dell’illustrazione, per gli estimatori dei romanzi classici Ottocenteschi, per i curiosi e chiunque si avvicini per la prima volta alla realtà del fumetto indipendente sia un volume da non perdere. Invito chiunque lo abbia acquistato o abbia intenzione di farlo, a soffermarsi su ogni illustrazione prendendosi il piacere di scovare ogni dettaglio, di immaginare le storie che suggerisce, di provare a capire cosa aveva in mente l’artista quando ha scelto di fare proprio quel disegno.

I miei complimenti a tutti gli artisti e agli organizzatori.

Contatti del Collettivo

Ringraziamenti

Si ringrazia il Collettivo UniPorni nelle persone di Daniela Barisone, Zel Carboni e Lucrezia Galliero per la cartella stampa e la copia stampa.

XIX Collettivo Uniporni

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