The Darkwinged

Intervista a The Darkwinged

Ciao a tutti miei cari, affezionati lettori!
Oggi vi presento l’intervista al grande progetto “The Darkwinged” di Gabriele Gabe Crepaldi e Santo Davide Rubino, che ho avuto la possibilità di intervistare e che ringrazio per la disponibilità.

 

Ma prima scopriamo cos’è The Darkwinged: The Darkwinged è un progetto nato nell’ottobre del 2014 dalle menti di Santo Davide Rubino e Gabriele “Gabe” Crepaldi con lo scopo di rielaborare la sceneggiatura di un cortometraggio, rimasta inutilizzata, per trasformarla in una vera e propria graphic novel.

All’interno di tale arco narrativo, graficamente pensato per accogliere sia il tratto di esordienti che di professionisti, la protagonista muove i suoi primi passi da vendicatrice della notte rivivendo i dolorosi ultimi istanti della morte di Alexa Montreaux. I ricordi, insieme ad un potere misterioso che la manovra come un burattinaio, fanno incrociare il suo cammino con la Sinners Gang, un gruppo di teppisti e piaga di Paradise City, che dominano la città con il pugno di ferro e il loro sovrannaturale segreto (in realtà sono demoni!). Da qui inizia la guerra senza quartiere di Alexiel, frammezzata dall’indagine di personaggi secondari come Eleanor Rose Evans e David Wolf, il fidanzato di Alexa, motivati a ripercorrere a ritroso tutti gli eventi e a svelare il mistero che permea tutta la trama.

 

E ora venite con me a conoscere questo progetto che coinvolge diversi artisti interessanti!

                                               

D: Come è nato questo progetto?

Gabe: Da un fortuito incontro tra me e Santo Davide Rubino in un negozio di dischi. Lui usciva da una sfortunata esperienza musicale e come produttore di un cortometraggio, io dalla Scuola del Fumetto di Milano. La mia voglia di mettermi in gioco si combinò al fatto che lui fosse in possesso di materiale valido su cui cimentarmi. Così ci riunimmo assieme alla sua ex collaboratrice Eleonora Calabrò per rivedere la storia e sviluppare le basi per un ipotetico volume 1 (denominato "bible"). Inizialmente lavorai solo io, in seguito si aggiunsero Fabio Valentini e Virginia Leonelli. "Darkwings", che successivamente cambiò in "The Darkwinged", divenne un'opera realizzata a più mani quando il mio amico Fabio Valentini si offrì spontaneamente di collaborare. A poche pagine dalla conclusione di tutto il materiale, io e Santo incontrammo Massimo Vertua che si mostrò interessato al prodotto e ci offrì la possibilità di pubblicare "The Darkwinged".

 

D: Chi fa parte del team di The Darkwinged?

Gabe: Principalmente io e Santo Davide Rubino, che abbiamo dato vita al "Med Faktory Studio". Entrambi gestiamo tutta la parte narrativa e grafica coadiuvati da Davide Marescotti, il nostro editor interno. Gli autori che hanno collaborato a "The Darkwinged" sono: Leandro & JP Mayer (bible #0, un volume speciale uscito per Fumettopolis 2017), io (bible #1, capitolo 1), Fabio Valentini (bible #1, capitolo 2),Virginia Leonelli (bible #1, capitolo 3), "King" Simon Panella (bible #1, epilogo), Elena Chiappini (bible #2, capitolo 4), Elisa Rio (bible #2, capitolo 5), Gennaro Grassi (bible #2, capitolo 6), Margherita Mandelli (bible #2, epilogo), Gardenio Lima & Medson Sousa Lima (bible #3, capitolo 7), Caio Marcus (bible #3, capitolo 8), Francesco Franz Montonati (bible #3, capitolo 9), Marianna Pescosta (bible #3, epilogo). I vari capitoli sono scritti su soggetto di Santo, e i soggetti sono stati sceneggiati da Eleonora (bible #1), da me (bible #2 e bible #3) e Marco Generoso (bible #4 e bible #5, di prossima uscita).

 

D: Vedo che il team di artisti è veramente molto ampio: quali sono le difficoltà che avere così tanti stili in un solo fumetto porta?

Santo: Le difficoltà principali sono due: la riconoscibilità dei diversi personaggi attraverso i vari stili di disegno e la coerenza narrativa. Lavorandoci più persone con segni grafici disparati, c'è il costante pericolo di trovare delle incongruenze che rischiano di confondere i lettori; quindi la fase di supervisione deve essere molto attenta e capillare. Per fare un'analogia a più mani è necessario evitare che nella melodia ci siano troppe note stonate.  

 

D: Avete deciso di creare non un solo arco narrativo, ma un intero universo narrativo: quali sono le difficoltà di questa scelta? E i lati positivi?

Gabe: L'idea di montare un intero universo narrativo attorno a Paradise City, l'ambientazione di "The Darkwinged", è un'affascinante suggestione rimasta tutt’ora nel campo puramente concettuale. Ci stiamo lavorando con l'intenzione di rendere la città dannata un qualcosa di più di un semplice luogo, una sorta di centro focale di eventi devastanti, non per forza legati all'epica cruenta della nostra vendicatrice della notte. Prima di tutto, però, bisogna concludere il ciclo "The Darkwinged" che è la nostra priorità, e promuoverlo al meglio. Sarà un lavoro duro e dispendioso, ma avremo a disposizione un'incredibile serie di personaggi al fine di ampliarne i backgrounds (come abbiamo fatto nel recente spin-off "Io sono Wild Ruby", uscito in occasione di Cartoomics, un volume spillato che racconta le origini di Roberta Smith, un comprimario comparso nel bible #3), e luoghi per tessere man mano nuove vicende sempre più fitte o presentare nuove figure inedite il cui unico, sfortunato motivo che li porta a calcare le vie di Paradise City è il sadismo dello sceneggiatore. In conclusione noi di "Med Faktory" stiamo lavorando per costruirci un vero e proprio mondo in cui poter esprimere tutte le nostre idee in totale libertà creativa.

 

D: Qual è la trama principale della vostra storia?

Santo: The Darkwinged parla di Alexiel, l'antieroina morta come Alexa Montreaux e risorta come vendicatrice della notte grazie a un potere misterioso. Giunta nella dannata Paradise City; controllata dalla subdola Sinners Gang, una banda di spietati delinquenti che cela la propria natura demoniaca. Da questi presupposti inizia la violenta crociata di Alexiel, mossa dalle forze celesti. Le stesse forze celesti combatteranno stoicamente gli ultimi frammenti di natura umana insita all'interno di Alexiel al fine di sopprimerne i ricordi, riaffiorati grazie all'incontro dei suoi amici. In aggiunta a ciò vi sarà anche la personale indagine di Eleanor Rose Evans, con l'aiuto di David Wolf (il fidanzato di Alexa), con lo scopo di fare luce sul mistero degli efferati delitti attribuiti alla Sinners Gang. Azione e investigazione s'intrecciano in continuazione, in un'ambientazione anni ‘90 pregna di citazioni filmiche, musicali, fumettistiche (proprie di quel periodo) per condurre meglio il lettore in un viaggio nostalgico senza tempo. 

 

D: Come è nata la collaborazione con gli artisti brasiliani dell’Ed Benes Studio?

Santo: Stavo scorrendo la home di Facebook, arrovellandomi sul modo migliore per aumentare la qualità del prodotto, e improvvisamente mi imbattei in una pin-up realizzata dal maestro Leandro Oliveira, allievo di Ed Benes. Quel personaggio, quasi fosse una coincidenza, ricalcava perfettamente tutti gli elementi della "mia" Alexiel e non ci volle molto a fantasticare un po': una Alexiel realizzata da Leandro Oliveira? Figata! Lo contattai e lui, a sua volta, mi mise in contatto con Jorge Vieira, il loro manager, con cui strinsi un buon accordo. Leandro, assieme all'inchiostrazione di JP Mayer e i colori della "nostra" Elisa Rio, realizzò quella che è tuttora la copertina del bible #2. In seguito Leandro & JP realizzarono 4 tavole che rappresentarono la punta di diamante del bible #0 (da notare la bellissima e inarrivabile cover di Michel Mammi e Luca Zavattini) , lo speciale "teaser" della storia, stampato in una tiratura di 100 copie, ormai esaurito. Il rapporto lavorativo con lo studio Ed Benes non finì qui: altri allievi come Ricardo Silva, Gardenio Lima, Medson Sousa Lima e Caio Marcus finirono per cimentarsi sulla nostra storia. Basta vedere il bible #3, in buona parte realizzato da loro. La nostra collaborazione con loro è stata molto buona e non è ancora terminata, la loro arte si vedrà ancora tra le nostre pagine.

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D: Perché avete deciso di avere come protagonista un’antieroina invece della classica eroina?

Santo: Non c'è una motivazione particolare, le antieroine sono sempre più affascinanti delle tradizionali eroine.

 

D: A chi o cosa vi siete ispirati per creare la vostra protagonista, Alexiel?

Santo: Alexiel è una personale dedica ad una mia amica scomparsa diverso tempo fa a causa di un brutto male; l'intera opera è dedicata a lei. Alexiel contro i demoni simboleggia l'essere umano che combatte contro il cancro. La sua figura, seppur procace e aggressiva, non è solo un’azione di marketing ma anche un modo per promuovere il mio personale pensiero contro la violenza sulle donne. Le ragazze dovrebbero ispirarsi ad Alexiel, rialzarsi e combattere, proprio come lei e come la mia amica scomparsa…

 

D: Per creare ogni personaggio, vi siete ispirati a qualcuno che conoscete, oppure sono tutti nuovi nati? O in alternativa, i personaggi hanno qualche tratto in comune con i propri creatori?

Santo: Il cast di "The Darkwinged" comprende entrambe le cose: personaggi ispirati, sottolineando ispirati, a persone reali (come ad esempio Wild Ruby, la protagonista del nostro spin-off "Io sono Wild Ruby", è ispirata a una nota attrice hard italiana, famosa anche all'estero) e personaggi che citano altre figure di folklore. È uso comune, per rendere una storia più coinvolgente, avere dei riferimenti più realistici da cui prendere spunto, quindi non potevo esimermi dall'utilizzare questa formula così ben consolidata. Il resto è dettato dalla natura citazionistica del progetto.

 

D: Perché decidere di trasformare quello che originariamente era un corto in un fumetto?

Gabe: Perché la trama del cortometraggio era interessante e aveva un messaggio, elemento molto importante per dare mordente alla storia; tuttavia rischiava di finire nell'oblio. Volevo aiutare Santo a proseguire nel suo intento e l'unico modo che avevo era mettere in pratica ciò che ho studiato alla Scuola del Fumetto.

 

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D: Come avete fatto a rendere il materiale ideato per il cortometraggio adatto al fumetto?

Gabe: Sarebbe bellissimo risponderti con frasi tipo "reclutando i migliori esperti del settore" o "vendendo l'anima al diavolo", ma la risposta è molto più semplice: abbiamo rivisitato tutto ciò che avevamo in mano, cambiando i toni generali senza sconvolgere il messaggio di fondo. La trama è diventata più commerciale e simbolica, passando da un'opera realistica (e a tratti nostalgica) a qualcosa di più adrenalinico, dark, noir seguendo innanzitutto i nostri gusti personali e poi quelli della fascia di pubblico a cui ci siamo ispirati.

 

 

D: Che cosa vi ha portato, a livello professionale e personale, lavorare a questo progetto?

Gabe: Io ne sono pienamente soddisfatto: ho creato un personaggio (seppur sia mio al 50%), tale personaggio è stato rielaborato da un folto gruppo di autori (molto più bravi di me, il che mi sprona a fare meglio), mi posso fregiare di essere l'autore di tale opera e, cosa più importante, poter ammirare la gente interessata acquistare il fumetto. A livello professionale è stata un'esperienza rivoluzionaria: ho cambiato punti di vista, sono più consapevole. È un lavoro durissimo, frustrante, ingrato ma, con il giusto spirito, può donarti piccole soddisfazioni. Non nascondo di essere stato più volte distrutto dalle difficoltà, però alle volte, quando arrivo in fiera e mi siedo accanto ai miei compagni standisti, recupero l'entusiasmo iniziale, conscio che in fondo non saprei fare a meno di tutto ciò. Spero che "The Darkwinged" sia solo la prima di molte altre storie.

Santo: Partiamo da un presupposto: io arrivo dall'ambiente musicale, il "dietro le quinte del Fumetto" era per me un ambiente estraneo, in cui mi sono tuffato come un vero e proprio neofita. Tuttavia, anche grazie a tutti i professionisti incontrati in questo percorso, ho avuto modo di fare molta esperienza. "The Darkwinged" è un progetto faticoso, dispendioso, carico di rinunce, ma che mi ha fatto sentire vivo. So perfettamente che non avrò fama o ricchezza ma ho comunque la possibilità di esprimermi al meglio e questo è importante. Tutto questo rimarrà sempre nei miei ricordi.

 

D: Se potreste tornare indietro, fareste qualcosa di diverso?

Santo: Non tornerei mai indietro, tutto ciò che è accaduto fa parte di quello che siamo ora. Tutti gli eventi negativi hanno contribuito allo stesso modo a far diventare "The Darkwinged" e il "Med Faktory Studio" una piccola realtà nell'ambito dell'autoproduzione. Tutto fa esperienza.

 

D: Quali altri volumi usciranno a breve?

Santo: L'intero arco narrativo di The Darkwinged è diviso in stagioni, ognuna suddivisa in 5 volumi. Della "Season One", quella a cui stiamo lavorando ora, siamo usciti da poco con il bible #3 (e lo spin-off "Io sono Wild Ruby"). Il quarto e il quinto volume sono in lavorazione, uscirà presto il bible #4, con la sua relativa variant cover, mentre la gestazione per il bible #5 è un po' più lunga. Inoltre, suggestione nata di recente, faremo un piccolo spillato conclusivo della stagione, da far uscire poco dopo la pubblicazione del bible #5. A conclusione di ciò, ci riorganizzeremo per costruire il resto della storia, da lì fino alla sua conclusione.

 

 

D: Quali sono i vostri progetti futuri? Faranno ancora parte dell’universo in cui è ambientato “The Darkwinged” o avete anche progetti che esulano?

Gabe: I progetti sono parecchi, in entrambi i casi che hai citato. Al Paradise City Universe legheremo le vicende della cacciatrice di taglie Diamond Destiny assieme ad un altro paio di personaggi che sono ancora nella fase d'elaborazione. Uscendo da Paradise City, nel nostro cantiere ci sono una storia fantasy, una legata al wrestling (una mia grande passione) e la storia horror Course of the Sea: Nel Cuore dell'Abisso, una storia mia al 100% che è tutt’ora in lavorazione.

 

Se volete sapere qualcosa di più di questo grande, fantastico progetto potete mettere like alla pagina facebook di The Darkwinged e di Med Faktory Studio, per restare aggiornati sulle novità e scoprire dove trovarli per acquistare i volumi. Se invece preferite Instagram, qui trovate il loro profilo.

 

A presto beavers, vi auguro una buona estate! Ci vediamo nella seconda metà di agosto con la recensio a “Il principe e la sarta” di Jen Wang!

 

Si ringraziano Gabriele Gabe Crepaldi e Santo Davide Rubino per le immagini e il materiale fornito per preparare questa intervista.

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